Skip to content

La mostra pittorica.
Dopo 50 anni, tornano visibili al pubblico le tele del ciclo di San Francesco

Orari mostra pittorica:
tutti i giorni dalle ore 15:00 alle ore 20:00
Ingresso gratuito a gruppi di massimo 20 persone ogni ora

Le 8 tele di San Francesco
Sala Baronale

Dal 1956 al 1959, Cristoforo Sparagna realizza il ciclo pittorico di otto tele (2,60 x 1,40 cm) sulla storia e le tradizioni religioso-folkloristiche del Santuario della Madonna delle Grazie e del Convento di San Francesco di Minturno.

L’idea è dei frati francescani di Minturno, che intendono ricoprire le nude pareti della loro chiesa con un ciclo pittorico dedicato alla “storia del convento e alle suggestive tradizioni degli antenati.”

Per l’esecuzione, la scelta cade immediatamente su Cristoforo Sparagna, “non per diritto di nascita, – come scrive nel 1957 il critico Tommaso Gallino – ma più per diritto d’amore: in quanto, nutrendosi di continuo e con affettiva intelligenza delle patrie memorie, avrebbe certamente avuto sicurezza di voce e timbro adeguato per cantarle nella musica del colore”.

Il Minturnese dà vita a un ciclo pittorico ricchissimo di particolari, una vera e propria narrazione dipinta, realizzata con “esuberante commozione inesauribile”.

Il ciclo pittorico si divide in otto quadri. Di tali dipinti, il primo “Le Regne” del 1955, è stato pagato con denaro raccolto da vari donatori; il secondo, “Donazione del Convento”, è stato pagato dal compianto Agostino Conte, residente in America, con denaro proprio e con quello raccolto da altri compaesani emigrati a Rochester Pa.; il terzo quadro, “Fondazione di S. Francesco”, è stato offerto dal fratello di Padre Benedetto, Biagio Fedele, residente anche lui in America. Tutti gli altri dipinti (cinque) sono stati offerti dal fratello del Minturnese, Aniceto Amalio Sparagna, forse memore dei suoi serafici anni giovanili trascorsi presso il convento di San Francesco in Minturno.”

Le tele sono state rimosse nel 1970 in occasione del restauro della chiesa di San Francesco e custodite in una sala del Convento.

Da allora, sono state esposte soltanto nel 2008 in occasione della mostra organizzata da Mario Rizzi nella Sala Consiliare del Comune di Minturno. Questa mostra è un vero e proprio evento storico per Minturno, con il quale si restituisce agli occhi dei minturnesi un’opera realizzata per il popolo, per istruirli, emozionarli e destarli.

Il ciclo pittorico si compone di otto tele:

  • Le Regne del 1955 – Religio ac poesis, riferito all’anno 1955
  • Pirati a Minturno – Barbaris Saeclorum, riferito all’anno 1552
  • Insediamento dei Frati d’Abruzzo – In fide patientia, riferito all’anno 1859
  • Donazione del Convento – Virtus et gloria, riferito all’anno 1893
  • Fondazione del Santuario – Pax et bonum, riferito all’anno 1363
  • Primo centenario della Madonna – Salve Regina, riferito all’anno 1478
  • Prodigio della nave turca – In fide salus, riferito all’anno 1735
  • Miracolo del sasso – Mater Divinae Gratiae, riferito all’anno 1621
I 15 DIPINTI DELLA COLLEZIONE MARIO RIZZI e i 2 dipinti della collezione del comune di minturno
Sala Cinque

I ritratti, i paesaggi, la fede, ovvero la più intima natura umana. Se si potesse sintetizzare l’opera pittorica di Cristoforo Sparagna in un vocabolo, molto probabilmente quello più esatto sarebbe il verbo “scavare”.

Come scrive il figlio Vincenzo Sparagna: il Minturnese “Nel dipingere era un osservatore umile, uno studioso instancabile di quella realtà che appare attraverso la nebbia leggera degli occhi socchiusi, nel vibrare di una foglia o nel passaggio dell’ombra su un viso. Affrontava la tela con la serietà giocosa di un artigiano del pennello che vuole rappresentare quello che vede, ma sempre in trasparenza, oltre la superficie.”

I dipinti di Cristoforo Sparagna vanno oltre la superficie, scavando i volti rugosi dell’antica civiltà di contadini e pescatori, a partire dalla sua Mama (madre) e del suo Tata (padre). Scavano i paesaggi, attraverso un naturalismo pittorico fuori del tempo, controcorrente rispetto agli sperimentalismi del Novecento, verso una purezza che non è ideale e quindi intangibile, ma genuina, popolare, e purtroppo dimenticata. Scavano il rapporto tra l’uomo e Dio, tra l’artista e la fede, tra “la Poesia e la Religione, cioè l’Immagine e il Sentimento”, che per il Minturnese sono “le vere colonne della società. Sono esse a guidare sommamente e sovranamente l’uomo, a riempire la vita di quelle dolci e belle illusioni per essa acquisti un significato possibile, umano”.

Con queste parole, pronunciate da Cristoforo Sparagna nel corso dell’inaugurazione della sua prima personale a Minturno nel 1955, questo “solitario della pittura” rivela, al contrario, il suo più intimo legame con il genere umano. In vita, spesso, i suoi concittadini lo definirono pazzo. In fondo, quei concittadini, al di là dello scherno non sapevano di avere ragione: la follia del Minturnese è stata la follia di chi soffrendo e sacrificando sé stesso ha posto la gloria di Minturno al di sopra della propria.

La produzione pittorica di Cristoforo Sparagna, soprattutto se considerata in termini numerici oltre che qualitativi, testimonia anche questo: tra i due è di certo il Minturnese ad aver dato di più a Minturno e ai suoi concittadini che non il contrario. Intenzione di questa mostra è anche di iniziare a pareggiare questo conto in sospeso, rivelando il genio del Minturnese alle giovani generazioni affinché per loro possa essere esempio e ispirazione, e ricostruendo il legame tra il mondo degli adulti minturnesi con uno dei loro Padri più autentici.

Paesaggi:

  • Tomba di Cicerone (olio su tela, cm 69.5×39,5)
  • Teatro Romano di Minturnae (olio su tela, cm 69.5×39.5)
  • Paesaggio marinese (olio su tela, cm 32×43)
  • Casa paterna agli “Urlasci” (olio su masonite, cm 35×30)
  • Campagna con Monti Aurunci (olio su masonite, cm 35×25)
  • MunazioPlanco, Gaeta (olio su tela, cm 50×70)
  • Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino (olio su tela, cm 50×70)
  • Natura morta, (olio su masonite, cm 50×70)
  • Paesaggio marinese, (olio su tela, cm 50×70)

Ritratti:

  • Ritratto su Masonite (cm 39×48)
  • Ritratto di A. Sparagna (olio su tela, cm 60×44)
  • Ritratto del dr. GiuseppeCaponetto (olio su masonite, cm 50×60)
  • Ritratto di Giuseppina Caponetto (olio su masonite, cm 50×60)
  • Ritratto dei due figli del dr. Caponettocon paesaggio (olio su masonite, cm 70×100)
  • Ritratto diElianemoglie del pittore Zanetti Righi (olio su masonite, cm 25×30)

Collezione del Comune:

  • Mercato a Minturno
  • Ritratto di Pacchiana

COME PARTECIPARE

La mostra pittorica e gli eventi serali de “Il Minturnese” si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-Covid 19.

Per partecipare, sia alla mostra che agli eventi, è obbligatoria la prenotazione. L’ingresso è gratuito.

PRENOTA:

Al fine di garantire il distanziamento, i posti saranno limitati.

PER LA MOSTRA sono previsti a partire dal 3 ottobre 2020, cinque gruppi di massimo 20 persone ogni ora. Turni ore 15:00, 16:00, 17:00, 18:00, 19:00.
Si raccomanda di arrivare con 15 minuti di anticipo rispetto all’inizio del proprio turno.

PER GLI EVENTI sono previsti al massimo 100 posti.
Si raccomanda di arrivare con 30 minuti di anticipo rispetto all’inizio degli eventi per l’espletamento delle norme anti-Covid 19.

Il presente sito utilizza cookie tecnici, necessari al funzionamento del sito stesso, e cookie di profilazione utili alle finalità indicate nella cookie policy. Se vuoi sapere di più sui cookie utilizzati dal sito o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’ uso dei cookie tecnici e di profilazione.